Scritti sulla Tournée
18/11/2004 - Un ringraziamento a:
Ansam, Haneen, Intimaa, Majd, Maram A., Maram F, Maram M., Rawan, Zahra
Ahmed, Ashraf, Ayman, Aysar, Loai, Mohamed, Naim, Nour Aldin, Raed, Rami, Walid
Ahmed, Danellayonella, Jehad, Khaled e Noah
”Chi sono? Come mi chiamo? Dove abito? Il colore della mia pelle?
Le mie speranze? Il mio compleanno? Cosa amo? Cosa odio?”
Sono otto domande alle quali avete dato risposte che hanno segnato la dimensione artistica, culturale e morale della vostra tournée in Italia.
Sono stati per voi e per noi diciassette giorni, densi, intensi e umanissimi.
Sono stati scambiati doni.
I doni della creatività artistica, i doni dell'accoglienza, i doni della speranza, i doni della amicizia, i doni della commozione.
Con il linguaggio della danza avete detto parole di verità, dense, intense e umanissime, sulla vostra condizione giovanile, sulla vostra condizione di profughi, sulla tragedia del popolo palestinese.
La tragedia, come ha scritto Edward Said alla cui memoria abbiamo dedicato la tournée, di essere vittime delle vittime.
Avete concluso i vostri spettacoli con una canzone della resistenza italiana, "Bella Ciao", che appartiene anche al movimento di liberazione nazionale palestinese. E questa conclusione è stata anche essa un dono, denso, intenso e umanissimo.
Abbiamo nei giorni della vostra presenza potuto incrociare lo sguardo con la sensibilità di una cultura millenaria, con la dimensione dell'arte, sola dimensione di verità, con voi, artisti giovanissimi, segnati dalla ansia per la libertà e la giustizia.
Abbiamo potuto incrociare lo sguardo con voi che raccogliete frammenti di memorie, che seminate frammenti di utopie, che costruite frammenti di futuri.
Arezzo, Cinisello Balsamo, Firenze, Gorizia, Ivrea, Modena, Monfalcone, Padova, Parma, Schio, Torino, Udine, Varese, Verona, Vicenza, ma anche, ad esempio, Sala Baganza (Parma), Tarcento (Udine), Bajo Dora (Ivrea), una piccola ma significativa parte della società italiana, vi hanno accolto, vi hanno accolto con il calore che meritavate.
Un desiderio, denso, intenso e umanissimo, è rimasto in tutti: quello di potervi accogliere di nuovo in un futuro non lontano.
Perché questo desiderio?
30 Ottobre 2004 Il ringraziamento in arabo
30/10/2004 - Un benvenuto a:
Intimaa Alshamrakha, Maram Alfararja, Majd Faraj, Maram Faraj, Rawan Issa, Haneen Mashal, Maram Mezher, Zahra Salem, Ansam Slman
Naim Abdallah, Mohamed Abuaker, Ashraf Abuyabes, Walid Alfararja,
Aysar Dawoud, Ayman Dawoud, Nour Aldin Dorgham, Ahmed Ghattas,
Raed Kanan, Rami Khader, Loai Mabuaker
Ahmed Alghrouz, Danellayonella Alkhmour, Khaled Daoud, Noah Salameh e Jehad Salem
Benvenuti in Italia!
Benvenuti per la tournée che vi porterà, che ci porterà, nelle città di Arezzo, Cinisello Balsamo, Gorizia, Ivrea, Modena, Monfalcone, Padova, Parma, Schio, Torino, Udine, Varese, Verona, Vicenza.
L’Italia ha la forma di uno scarpone ed è divisa in tre parti il Nord, il Centro e il Sud alle quali si aggiungono le isole, la Sicilia e la Sardegna.
La tournée partirà dal centro, dalla regione Toscana, proseguirà nella regione Emilia-Romagna e poi toccherà regioni del Nord, il Veneto, il Friuli Venezia Giulia, la Lombardia e il Piemonte.
La vostra è una tournée artistica, è una tournée culturale, è una tournée informativa.
Ma è anche una tournée con dei risvolti politici assai significativi perché vi permetterà, ci permetterà, di spiegare la realtà del conflitto tra israeliani e palestinesi a partire dal tema dei profughi e dei prigionieri politici nelle carceri israeliane per finire con il problema del Muro dell’Apartheid.
Saranno per voi e per noi diciassette giorni di intenso lavoro, di emozioni, di incontri, di conoscenza.
Saranno giorni di condivisione, attraverso le vostre danze, della tragedia del popolo palestinese.
Abbiamo dedicato la tournée a Edward Said, scomparso nel settembre dello scorso anno.
Said ha scritto che la tragedia del popolo palestinese è la tragedia di essere vittime delle vittime.
Questa tragedia dura da troppo tempo, voi ne siete i testimoni.
Ma questa tragedia non è solo del popolo palestinese, è una tragedia del mondo intero.
Desideriamo che questa tragedia abbia fine, come tutte le altre tragedie che colpiscono l’umanità.
Benvenuti, benvenuti in Italia, a nome di tutti i comitati promotori.
Settembre 2004 Il benvenuto in arabo