Bibliografia

La bibliografia sul conflitto mediorientale è sterminata.
Quelle che seguono sono solo indicazioni parziali.


1. BIBLIOGRAFIA DI POLITICA E STORIA

Autori vari (Darwish, Bank, Dao, Breytenbach, Consolo, Goytisolo, Salmon, Soyinka)
VIAGGIO IN PALESTINA
nottetempo 2003

Autori vari – THE PHENOMENON OF COLLABORATORS IN PALESTINE
PASSIA, marzo 2001

Xavier Baron – I PALESTINESI
Genesi di una nazione
Baldini & Castoldi, 2002

Giovanni CODOVINI – Storia del conflitto arabo israeliano palestinese
Tra dialoghi di pace e monologhi di guerra
Bruno Mondadori, 2002

Gilles Deleuze – GRANDEZZA DI YASSER ARAFAT
Cronopio 2002

John dray et denis Sieffert – LA GUERRE ISRAELIENNE DE L’INFORMATION
dèsinformation et fausses symétries dans le conflit israélo-palestinien
La Découverte 2002

Franco Fortini – I CANI DEL SINAI
De Donato Editore 1967

Jeff Halper – OBSTACLES TO PEACE
A critical tour of the Jerusalem/West Bank Interface
Palmap, agosto 2003

Amira Hass – DRINKING IN THE SEA AT GAZA
Days and nights in a land under siege
Owl Books Edition 2000

a cura di Jamil Hilal e Ilan Pappe – PARLARE CON IL NEMICO
Narrazioni palestinesi e israeliane a confronto
Bollati Boringhieri, maggio 2004

Sandi Hilal e Alessandro Petti – SENZA STATO UNA NAZIONE
Marsilio 2003

Baruch Kimmerling – Politicidio – Sharon e i palestinesi
Fazi editore, luglio 2003

a cura di Farouk Mardam-Bey ed Elias Sanbar – GERUSALEMME
Il sacro e il politico
Bollati Boringhieri, marzo 2002
a cura di Bettina Müller – LE RAGIONI DEL NEMICO
Voci ebraiche a favore della causa palestinese
Casagrande 2002

a cura del collettivo redazionale POSSE – DIARIO PALESTINESE
Diplomazia dal basso contro la guerra globale
Manifestolibri 2002ù

Tanya Reinhart – Distruggere la Palestina
Tropea, giugno 2004

Tom Segev – IL SETTIMO MILIONE
Come l’olocausto ha segnato la storia di Israele
Mondadori Le scie, settembre 2001

Adam Shatz – PROPHETS OUTCAST
A century od Dissident Jewish Writing about Zionism and Israel
Nation Books 2004

Avi SHLAIM – IL MURO DI FERRO
Il Ponte, ottobre 2003

Eyal Sivan e Michel Khleifi - ROUTE 181
Frammenti di un viaggio in Palestina-Israele
Bollati Boringhieri, Collana Variantine, 2004

Alberto Zoratti –A MANI NUDE – Missione di pace a Ramallah
Fratelli Frilli Editori 2002

2. Testi di Edward Said

Cultura e imperialismo
Letteratura e consenso nel progetto coloniale dell'Occidente
Gamberetti, 2000

Questo saggio estende ulteriormente il raggio d'azione della sua critica. Si tratta di un'opera, in un certo senso, più sicura di sé e allo stesso tempo più rilassata di Orientalismo. Said scrive con grande sicurezza di letteratura inglese, dell'opera lirica italiana, della pax americana e delle tragedie che si sono rovesciate sul mondo post-coloniale. Una fiera polemica politica si accompagna, tranquillamente, con uno studio dettagliato e appassionato di argomenti d'estetica. Alle volte il libro può essere letto come il fluttuare di una presa di coscienza. Qua e là vi sono delle tensioni irrisolte, che riflettono le contraddizioni dello stesso Said nel momento in cui si trova a mediare tra il suo ruolo di critico e la sua funzione di intellettuale pubblico, di dissidente della democrazia. In generale Said riesce bene a gestire il tutto. Il suo messaggio è diretto. Nonostante i tentativi dei critici e dei teorici inglesi di creare una sfera culturale totalmente separata e isolata, non c'è - sostiene Said - alcuna muraglia cinese a dividere l'estetica dalla politica.

Orientalismo. Bollati Boringhieri, 1991. Feltrinelli, 2002.

L'«Oriente» è un'invenzione occidentale? Di certo si definisce per contrapposizione a un «Occidente», ed è sempre stato parte integrante della cultura e della civiltà europee come luogo mentale: patria del mistero e dell'ambiguità. Said scandaglia un capitolo di storia intellettuale tra i più attuali e complessi per individuare le motivazioni ideologiche e culturali che, dall'Ottocento ai giorni nostri, hanno creato il fascino dell'Oriente musulmano e dato vita a un vero e proprio stile di pensiero. L'«orientalismo», tradizione dell'imperialismo, è ol modo in cui la cultura e la coscienza europee hanno cercato di conoscere l'Oriente e di farlo proprio; il modo in cui hanno cercato di dominarlo travisandolo, nella maggior parte dei casi, come l'Altro, rozzo e fanatico. Il libro analizza, con strumenti interdisciplinari e grande chiarezza di esposizione, i meccanismi e le modalità con cui questa «colonizzazione» intellettuale si è tramandata dagli stereotipi ottocenteschi a quell'immaginario che oggi sta facendo riemergere con prepotenza antichi pregiudizi.

Dire la verità. Gli intellettuali e il potere. Feltrinelli, 1995.

Il ruolo degli intellettuali è quello di abbattere gli stereotipi e le categorie riduttive che limitano il pensiero e le comunicazioni umane. Nel mondo odierno, invece, il loro compito consiste nel conferire autorità e autorevolezza con il proprio lavoro in cambio di forti profitti.

La questione palestinese. La tragedia di essere vittima delle vittime. Gamberetti, 1995.

Edward W. Said traccia la fatale rotta di collisione tra due popoli del Medioriente con le ripercussioni sulle vite di entrambi, occupati e occupanti, e sulla coscienza dell' Occidente. Un libro che, aggiornato alla guerra del Golfo ed all' attuale processo di pace, ha posto la Palestina al centro del dibattito politico ed accademico.

Tra guerra e pace: ritorno in Palestina-Israele. Feltrinelli, 1998.

Si compone di due brevi memorie di viaggio. Nel 1992 Edward Said apprende di essere gravemente malato e il turbamento che la notizia gli provoca lo spinge a ritornare, per la prima volta dopo oltre quarant'anni, nel suo paese d'origine. Said ripercorre i luoghi in cui è nato e cresciuto, cercando di confrontare il ricordo con il presente, la memoria di sé bambino con l'adulto che è divenuto. Se il tempo crea sempre modificazione e distanza, qui la trasformazione è macroscopica e drammatica: un intero popolo e la sua cultura non esistono praticamente più, spazzati via dal conflitto con Israele, al quale ormai cercano di resistere soltanto piccoli nuclei e comunità residue. Alcuni anni più tardi, nel 1996, ha luogo il secondo viaggio, per una visita al figlio maggiore trasferitosi a Ramallah. L'autore non si confronta più con i ricordi d'infanzia, ma con la realtà dei territori assegnati ai palestinesi in ottemperanza agli accordi di Oslo. In queste pagine, Said si riconferma durissimo critico di Arafat, non più soltanto nelle scelte politiche ma anche nella pratica di governo, accusando il leader palestinese di amministrazione autoritaria, accentratrice e personalizzata - nonché corrotta - del territorio.

Sempre nel posto sbagliato. Feltrinelli, 2000.

Diagnosticatagli una rara forma di leucemia, Edward W. Said decide di scrivere la propria autobiografia, di raccontare cioè cosa significa essersi sentito sempre nel posto sbagliato. L'autore narra la propria infanzia e giovinezza vissuta in famiglia, in grandi ville signorili fra Gerusalemme, il Cairo e Dhour (Libano) tra gli anni '40 e '50; sullo sfondo sono la colonizzazione inglese e americana, la nascita dello stato di Israele nel 1948 e l'occupazione della Palestina. E intanto mostra come, prima dell'occupazione israeliana, Arabi ed Ebrei convivessero pacificamente all'interno delle medesime famiglie. In tutti questi anni, in tutti questi luoghi e situazioni, Said è sempre nel posto sbagliato, palestinese cristiano con passaporto americano, sospetto ai compagni inglesi in Egitto, ai nazionalisti arabi più o meno religiosi, agli studenti per lo più ebrei della Columbia; fa cose diverse da quelle che gli altri sembrano fare senza fatica; si ritrova sempre, suo malgrado, ad esprimersi in una lingua diversa da quella della maggioranza che lo circonda, inglese tra gli arabofoni, arabo tra gli anglofobi.

Fine del processo di pace. Feltrinelli. 2002.

Raccoglie una selezione ragionata degli scritti che Said ha dedicato al "dopo Oslo", cioè al cosiddetto processo di pace tra Palestina e Israele, a partire dal 1995 a oggi. Said, sin dalle prime ore, non esita a mettere in guardia il mondo, spiegando che i cosiddetti accordi di Oslo sono una strada cieca. Di essi ritiene responsabili tanto il governo israeliano e i suoi partner occidentali quanto l’Autorità palestinese e il suo leader, "interlocutore ideale" della destra israeliana e mondiale.

Il vicolo cieco di Israele. Datanews. 2003.

Una raccolta di scritti recentissimi sulla questione palestinese e sul vicolo cieco che ha imboccato Israele con la politica di occupazione militare che alimenta la spirale del terrorismo e della violenza. Per Said l'occupazione illegittima da parte di Israele dei territori palestinesi, impedisce ogni realistica prospettiva di pace. Una parte degli scritti è dedicata alla crisi degli ebrei americani di fronte alla politica di oppressione di Israele nei confronti del popolo palestinese, apertamente appoggiata dagli Usa.

2. Bibliografia letteraria a cura di Elisabetta Bartuli

Opere di narrativa - autori arabi

Elias KHURI - LA PORTA DEL SOLE - traduzione dall'arabo di Elisabetta Bartuli - edizione originale: 1998 - Einaudi, Torino 2004 (in corso di stampa)
(definito l'epopea palestinese, il romanzo ricompone cinquant'anni di Storia attraverso le piccole storie di gente comune)

Opere di narrativa - autori palestinesi

La terra più amata. Voci della letteratura palestinese, Wasim Dahmash, Tommaso Di Francesco, Pino Blasone (a cura di), Manifesto libri, Roma 2002 (2°), pagg. 215.

Palestina tre racconti, Isabella Camera d'Afflitto (a cura di), presentazione di Biancamaria Scarcia, Ripostes, Roma 1985, pagg. 136.

Samira AZZAM - PALESTINESE E ALTRE STORIE - traduzione dall'arabo e cura di Wassim Dahmash - edizioni Q, Roma 2003 - pagg. 109.
(quindici racconti)

Mahmoud DARWISH - UNA MEMORIA PER L'OBLIO - traduzione dall'arabo di Luigina Girolamo e Elisabetta Bartuli - prefazione di Gianroberto Scarcia - edizione originale: 1987 - Jouvence, Roma. 1996 - pagg. 139
(diario di un palestinese a Beirut nell'agosto del 1982, mentre gli israeliani avanzano e, in Spagna, Paolo Rossi infiamma gli stadi)

Emil HABIBI - LE STRAORDINARIE AVVENTURE DI FELICE SVENTURA IL
PESSOTTIMISTA -
traduzione dall'arabo di Isabella Camera d'Afflitto e Lucy Ladykoff - introduzione di Isabella
Camera d'Afflitto - edizione originale: 1974 - Editori Riuniti, Roma 1990 - pagg. 185.
Ristampato col titolo Il Pessottimista. Un arabo d'Israele, Bompiani, Milano 2002.
(divagazioni di un Candide palestinese)

Emil HABIBI - PECCATI DIMENTICATI - traduzione dall'arabo di Barbara Profeti - edizione originale: 1986 - Marsilio, Venezia 1997 - pagg. 136.
(un ingorgo automobilistico ad Haifa é l'occasione per parlare del passato palestinese)

Giabra Ibrahim GIABRA - I POZZI DI BETLEMME - traduzione dall'arabo e postfazione di Wassim Dahmash - edizione originale: 1986 - Jouvence, Roma 1997 - pagg. 216.
(rievocazione dell'infanzia in Palestina prima del 1948)

Giabra Ibrahim GIABRA - LA NAVE - traduzione dall'arabo di Monica Falsi - postfazione di Monica Falsi - presentazione di Stanislao Nievo - edizione originale: 1969 - Jouvence, Roma 1994 - pagg. 244.
(una settimana di crociera sul Mediterraneo come metafora di vite in bilico)

Ghassan KANAFANI - RITORNO A HAIFA / LA MADRE DI SAAD - traduzione e introduzione di Isabella Camera d'Afflitto - presentazione di Francesco Gabrieli - Ripostes, Roma 1991 - pagg. 112 - ristampa di Ritorno a Haifa, Ed. Lavoro, Roma 1995.
(una famiglia di profughi torna a visitare la sua abitazione dopo vent'anni di esilio)

Ghassan KANAFANI - UOMINI SOTTO IL SOLE - traduzione dall'arabo e postfazione di Isabella Camera d'Afflitto - prefazione di Vincenzo Consolo - edizione originale: 1963 - Sellerio, Palermo 1992.
(un tragico tentativo di immigrazione clandestina)

Ghassan KANAFANI - SE TU FOSSI UN CAVALLO - traduzione dall'arabo di Angela Lano - introduzione di Isabella Camera d'Afflitto - postfazione di Angela Lano - edizione originale: 1965 - Jouvence, Roma 1993 - pagg. 76.
(otto racconti)

Sayed KASHUA - ARABI DANZANTI- traduzione dall'ebraico di Elena Loewenthal - edizione originale: 2002 - Guanda, Parma 2003 - pagg. 185.
(storia di un palestinese cittadino israeliano)

Sahar KHALIFAH - LA PORTA DELLA PIAZZA - traduzione dall'arabo e postfazione di Piera Redaelli - edizione originale: 1986 - Jouvence, Roma 1994 - pagg. 198.
(la quotidianità e la lotta politica delle donne palestinese all'interno dei Territori Occupati)

Sahar KHALIFAH - LA SVERGOGNATA. DIARIO DI UNA DONNA PALESTINESE - traduzione dall'arabo di Piera Redaelli - nota critica di Piera Redaelli - edizione originale: 1986 - Giunti, Firenze 1989 - pagg. 165.
('Percorso individuale di una donna palestinese che rifiuta la subalternità e lotta per il proprio diritto alla libertà)

Sahar KHALIFAH - TERRA DI FICHI D'INDIA - traduzione dall'arabo di Claudia Costantini - edizione originale: 1976 - Jouvence, Roma. 1996 - pagg. 176.
(vicende umane e Storia nei Territori Occupati)

Muhammad al-QAYSI - TESTIMONE OCULARE. Il libro del figlio - traduzione dall'arabo di Paola Vardaro prefazione di Wasim Dahmash - edizione originale: 1997 - Ed. Lavoro, Roma 2000 - pagg. 163.
(testimone-bambino ripercorre gli eventi storici a partire dagli anni Quaranta)

Salem Salwa – CON IL VENTO NEI CAPELLI - Vita di una donna palestinese - Giunti editore 2001

Anton SHAMMAS - ARABESCHI - traduzione dall'ebraico di Laura Lovisetti Fuà - edizione originale: 1986 - Mondadori, Milano 1990 - pagg. 257.
(storia di una famiglia palestinese cristiana dell Alta Galilea)

Poesia:

Mahmud DARWISH - MENO ROSE - traduzione dall'arabo di Gianroberto Scarcìa e Francesca Rambaldi - prefazione di Gianroberto Scarcia - edizione originale: 1987 - Cafoscarina, Venezia 1997 - pagg. 111 - Testo arabo a fronte.

Mahmud DARWISH - PERCHÈ HAI LASCIATO IL CAVALLO ALLA SUA SOLITUDINE? - Edizioni San Marco dei Giustiniani, Genova 2001

Mahmoud Darwish, La Palestine comme métaphore, Sindbad-Actes Sud, Arles 1997

Reportage a fumetti :
Joe SACCO – PALESTINA Mondadori 2002